Supporto al trasferimento tecnologico attraverso la promozione di nuove conoscenze

21 Maggio 2008

Martedi 27 maggio alle ore 19 la sede della Cdo di Ancona si terrà un incontro con il Dirigente della Struttura ‘Ricerca e Innovazione’ della Regione Marche per approfondire i contenuti del bando regionale su “Supporto al trasferimento tecnologico attraverso la promozione di nuove conoscenze” e per verificare l’esistenza di idee progettuali su tali tematica, nonché la loro fattibilità.

Il bando (che vi alleghiamo) ha come finalità quella di favorire, attraverso la collaborazione di giovani tecnologi neolaureati e degli organismi di ricerca, il trasferimento di conoscenze e competenze tecnologiche nei processi di ricerca e sviluppo sperimentati dalle imprese. I giovani coinvolti dovranno essere avviati in un percorso formativo ( max 4 mesi ) attuato attraverso la partecipazione a moduli di master o attraverso esperienze sul campo effettuate presso imprese, università o istituti di ricerca, al fine di apportare nuovo know how nel progetto sviluppato dall’impresa.

Bando Giovani Tecnologi

Un interesse reale per il bene delle persone

21 Maggio 2008

Lettera del Presidente CDO Bernhard Scholz a tutti gli associati
(da: Corriere delle Opere)

Cari amici,

negli ultimi anni ho avuto l’occasione di incontrare tanti di voi attraverso il mio lavoro per la Scuola d’impresa della Fondazione per la sussidiarietà. Ho potuto conoscere tante opere, ma soprattutto tante persone all’opera: con un interesse reale e intelligente per il bene delle persone, con una carità che si esprime fino al sacrificio, con un gusto per la bellezza come segno di una positività presente in tutto, con una speranza che fa vivere anche situazioni drammatiche con una gratuità sorprendente.Gli stessi collaboratori della CDO che ho potuto incontrare e sto incontrando in questi giorni vivono il servizio con grandissima disponibilità e reale dedizione. Ho conosciuto quindi la nostra compagnia come una realtà straordinaria - ricca di una umanità viva, caratterizzata da creatività e libertà. E questo non vale solo per le opere più conosciute di cui si parla pubblicamente, ma anche per tante opere piccole e imprese meno note, di cui solo pochi sono a conoscenza.

La CDO si sviluppa di fatto come sostegno reciproco alla creazione di opere che vogliono mettere al centro il bene della persona, rafforzare la libertà, favorire la responsabilità e contribuire al bene comune. In questa esperienza che si esprime in una continua e instancabile tensione ideale sta la valenza sociale e la dignità culturale della CDO. Più un’opera esprime il desiderio autentico della persona, più si sviluppa una relazione organica e verificabile fra il bene della persona, il bene dell’impresa e il bene comune. In questo senso la CDO è una testimonianza che è possibile vivere il lavoro in un modo che, rispondendo al proprio bisogno, contribuisca a rispondere al bisogno di tutti.

Nei prossimi mesi voglio soprattutto comprendere meglio questa nostra amicizia operativa e sollecitare un dialogo fra di noi sulle ragioni che ci sostengono nel nostro lavoro e sulle prospettive che le nostre esperienze ci suggeriscono, partendo dagli organi che rappresentano la CDO in tutte le sue espressioni. Non è una progettualità che ci salva, ma abbiamo la responsabilità di fronte a dei segni evidenti che ci interpellano e ci chiedono di trovare modalità sempre più adeguate per un reale sostegno reciproco.

Senza voler pregiudicare il risultato di questo dialogo, mi permetto di sottolineare tre punti che mi sembrano particolarmente importanti e che vedo in piena continuità con le Presidenze di Giorgio Vittadini e di Raffaello Vignali.

La prima preoccupazione riguarda i giovani e il loro ingresso nel mondo del lavoro. Occorre prima di tutto fare quanto è possibile per valorizzare tutte le opportunità.
Quando un giovane entra in un’impresa o in un’opera ha bisogno non solo di una formazione professionale continua, ma anche della opportunità di una educazione. L’emergenza educativa, infatti, non tocca più soltanto la famiglia e la scuola, ma in modo crescente anche l’azienda: occorre creare le condizioni affinché chi cominci a lavorare possa fare l’esperienza del lavoro stesso come possibilità di una maturazione non solo professionale, ma anche umana. Dovremmo cercare di condividere il più possibile esperienze positive fra di noi che documentano questa possibilità.

La seconda riguarda la rete tra le imprese. All’interno di CDO sono nate e continuano a svilupparsi tante relazioni tra imprenditori, diverse tra di loro per modalità di aggregazione, per finalità, per dimensione, che riflettono tutte la vera natura dell’associazione: un luogo dove gli associati stessi prendono l’iniziativa per lavorare e costruire insieme. Queste aggregazioni tra gli associati sono fatti originali e preziosi, che vanno accompagnati, sostenuti, osservati e compresi perché possano diventare anch’essi patrimonio di esperienza comune.

Infine vorrei sottolineare la necessità della formazione sia professionale sia manageriale per le imprese profit e per le imprese non profit. Proprio il criterio ideale al quale ci riferiamo richiede un impegno continuo per trovare metodi e strumenti più adeguati possibili per uno sviluppo delle imprese, per dare continuità e persistenza a tutto ciò che nasce dalla nostra creatività e dalla nostra inventiva.

Alla politica chiediamo e continueremo a chiedere una tutela delle iniziative che nascono dalle persone e dalle varie associazioni e movimenti presenti nella società. Suggeriamo a tutti di seguire il principio della sussidiarietà che favorisce il connubio fra libertà e responsabilità, radice di una società democratica non solo nella forma, ma anche nella sostanza. Sappiamo di poter contare su politici sensibili a questi temi, tra i quali anche l’amico Raffaello Vignali che mi ha preceduto alla guida di CDO e che ringrazio per il grande lavoro che ha fatto, soprattutto per riaffermare “l’onore di fare impresa”.

L’emergere di una operosità riconoscibile per la sua diversità è la documentazione che la nostra amicizia ha la sua origine in qualcosa che la precede e la plasma dal di dentro. Riconoscere questa origine ideale non solo come generazione storica ma come generazione presente è un atto di ragionevolezza. Sono i fatti che parlano.
Siamo noi i primi a essere sorpresi da questa novità che emerge in mezzo ai nostri limiti, errori e approssimazioni. Ma tutta la ricchezza umana e sociale che ci mette in grado di vivere in questa dinamica piena di costruttività e di accoglienza non è scontata, anzi essa rischia spesso di perdersi dentro una laboriosità quotidiana che si dimentica delle sue ragioni.

Occorre quindi una fedeltà all’ideale e questo vuol dire una fedeltà alla nostra amicizia che riflette in sé la ragione che ha dato l’inizio alla CDO. Perché tutto possa esistere e perché tutto possa contribuire al bene di ognuno. Questa è la nostra originalità - in tutto.

Ma che cos’è il “bene” della persona? Che cos’è il “bene comune”? Il nostro lavoro, le nostre opere e la nostra compagnia risponderanno tanto più adeguatamente a queste domande, tanto più sapranno orientarsi al carisma di don Luigi Giussani che oggi viene reso presente attraverso don Julián Carrón. Questo carisma è l’origine sempre nuova della CDO e lo possiamo scoprire nella sua verità proprio attraverso il nostro lavoro e la nostra amicizia. E siccome più l’albero diventa grande, più ha bisogno di radici profonde, più crescono le nostre opere e più cresce la Cdo stessa, più ci conviene attingere a questa linfa vitale - ricordandoci che i frutti sono per tutti. Tutte le nostre attività e i nostri tentativi saranno tanto più significativi e “attraenti” quanto più saranno espressione di un’esperienza cristiana che diventa possibilità di umanità per tutti.

Il Meeting di quest’anno avrà il titolo “O protagonisti o nessuno”, un titolo che ci richiama nella sua semplicità evocativa al senso del nostro servizio reciproco: fare di tutto perché chi incontriamo possa diventare protagonista: della propria vita, del proprio lavoro, della propria impresa, del bene comune. E più uno lavora con questa intenzione, più diventerà protagonista lui stesso. In questo sta la reciprocità della nostra compagnia e un’autentica capacità di accoglienza e di dialogo con tutti.

Sono profondamente grato di poter collaborare con voi in questa grande e appassionante avventura umana, così piena di sfide, ma soprattutto così piena del desiderio di realizzare nuove forme di vita attraverso la fatica dell’impegno nel lavoro quotidiano.

Vi saluto con affetto

Bernhard Scholz

4 aprile 2008: Bernhard Scholz è il nuovo presidente di CDO

9 Aprile 2008

Riportiamo il comunicato stampa emesso da CDO dopo la nomina:

La nomina, resa necessaria dopo le dimissioni di Raffaello Vignali, è stata decisa questa mattina dal Consiglio direttivo di Compagnia delle Opere.
Nato a Müllheim in Germania, sposato, con tre figli, Bernhard Scholz svolge attività di consulenza e formazione manageriale in imprese multinazionali e in Pmi italiane ed internazionali; dal 2003 è responsabile della Scuola d’Impresa della Fondazione per la Sussidiarietà. Nell’ambito di tale attività Scholz ha già avuto modo di collaborare con Compagnia delle Opere e di incontrare un ampio numero di imprenditori associati.
La riunione del Consiglio direttivo di Compagnia delle Opere si è aperta questa mattina alle ore 11. Fanno parte del Consiglio direttivo di CDO circa 130 delegati in rappresentanza delle 41 sedi italiane e delle 14 estere.
Il vicepresidente di CDO, Massimo Ferlini, ha proposto ai componenti del Consiglio direttivo la nomina di Bernhard Scholz alla carica di presidente dell’associazione raccogliendo il consenso unanime dei presenti.
Successivamente, il presidente uscente Raffaello Vignali, ha presentato la relazione, sul lavoro svolto nei cinque anni del suo mandato.
Rivolgendosi all’assemblea, subito dopo la nomina, Scholz ha dichiarato:
«CDO si sviluppa come sostegno reciproco nella creazione di opere che vogliono mettere al centro il bene della persona, rafforzare la libertà, favorire la responsabilità e contribuire al bene comune. In questa tensione ideale sta la valenza sociale e la dignità culturale della CDO.
Cercherò di impegnarmi perché gli associati possano trovare nella CDO un sostegno reale per il loro lavoro. Vorrei dedicarmi in modo particolare all’inserimento dei giovani nel mondo del lavoro e alla formazione professionale e manageriale in ambito profit e non profit. Desidero inoltre favorire nuove forme di collaborazione tra associati per affrontare le sfide di un mercato sempre più complesso.
Tutte le nostre attività e i nostri tentativi saranno tanto più significativi e creativi quanto più si orienteranno all’ideale per il quale CDO è nata: un’esperienza cristiana che diventa possibilità di umanità per tutti».
Salutando i responsabili dell’associazione che ha guidato dal 2003, Raffaello Vignali ha detto: «In questi anni abbiamo cercato di aiutare il mondo dell’impresa a recuperare un giudizio sul valore, sulle origini e sullo scopo dell’imprenditorialità, su ciò per cui vale la pena fare impresa e vivere. Abbiamo inoltre aiutato le imprese a stare sul mercato e a crescere, soprattutto potenziando la rete tra imprese, sia a livello locale che a livello nazionale».

Una politica a servizio della persona e del bene comune

20 Marzo 2008

Il prossimo 8 aprile alle ore 21.00 presso la Loggia dei Mercanti in Ancona, la sede locale della CDO in vista delle prossime elezioni politiche organizza un evento pubblico moderato dal nostro presidente Giuseppe Tansella in cui potremo ascoltare Giovanni Cominelli (fondazione per la sussidiarietà) e a cui interverranno Francesco Casoli e Carlo Ciccioli.

Invito 8 aprile 2008

Come raggiungere la Loggia dei Mercanti (centro di Ancona)

Scarica il Volantino CDO sulle elezioni politiche 2008

DATECI LIBERTA’ D’IMPRESA

26 Febbraio 2008

Intervista a Raffaello Vignali, presidente di Compagnia delle Opere - Italia Oggi, 23.02.2008 di Franco Adriano

Domanda. La nascita del Pd e del Pdl è una bella novità?
Risposta. Vedo di buon occhio il fatto che si vada verso due partiti grandi. Questo contribuisce a rendere più chiare le posizioni.
Ci auguriamo che possa anche essere la premessa per mettere in campo riforme condivise, quelle grandi riforme che vengono chieste a gran voce anche dalla gente comune, come dimostra il rapporto della Fondazione per la Sussidiarietà sul tema “Sussidiarietà e riforme istituzionali”.

D. Nell’editoriale della vostra rivista, parlate della necessità di una «tensione alla verità» anche nella politica. Non le sembra un tema illecito in campagna elettorale?
R. La politica, come forma più alta di cultura, non può che porsi la domanda su cos’è l’uomo. Occorre chiedersi se l’uomo, come ritiene tanta parte della sinistra, è soltanto portatore di diritti o se l’uomo è tensione alla verità in tutto quello che fa.

D. Il tema della verità riguarda anche la questione della vita che sta tenendo banco.
R. Non riguarda soltanto argomenti come la vita ma investe anche tutto il resto. Per esempio, lo Stato deve valorizzare chi fa impresa perché lì c’è un valore che va ben al di là della ricerca del profitto che comunque è una condizione necessaria, ma non sufficiente.

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Non c’è bene comune senza tensione al Bene

11 Febbraio 2008

Riportiamo dal sito nazionale di CDO www.cdo.it il documento dal titolo “Non c’è bene comune senza tensione al Bene”, un testo di giudizio che proponiamo all’attenzione di tutti come inizio di una riflessione in vista delle prossime elezioni.

La caduta del Governo Prodi ci consegna la fotografia di un Paese che negli ultimi due anni ha fatto più passi all’indietro che in avanti.
Nella primavera del 2006 esprimevamo la nostra posizione sulle elezioni politiche parlando di correnti radicali e massimaliste, che rischiavano di mettere a tacere le posizioni moderate, e di uno “statalismo rigido” che avrebbero causato gravi danni sui temi dell’economia, della famiglia, della politica internazionale, della scuola, del welfare.

Nell’immediato post-voto, constatando che le urne avevano disegnato un Paese diviso a metà, avevamo chiesto che le forze riformiste di entrambi gli schieramenti si mettessero insieme per mettere mano alle riforme necessarie per il Paese.
Ma non è successo; e oggi ne paghiamo le conseguenze. Continua »

Dona un farmaco a chi ne ha bisogno

5 Febbraio 2008

Sabato 9 Febbraio 2008
VIII Giornata Nazionale di raccolta del farmaco

Sabato 9 febbraio 2008, in tutta Italia, basterà recarsi in farmacia e acquistare un farmaco da banco per donarlo a chi non può permettersi di comprarlo.

Come ogni anno, il secondo sabato di febbraio, avrà luogo la Giornata Nazionale di Raccolta del Farmaco, l’iniziativa organizzata dall’Associazione Banco Farmaceutico Onlus in collaborazione con la Federazione Impresa Sociale Compagnia delle Opere e i farmacisti di Federfarma: migliaia di volontari della Compagnia delle Opere, all’interno delle farmacie che aderiscono all’iniziativa, inviteranno i cittadini ad acquistare un farmaco a scelta tra le tipologie indicate dagli enti destinatari.
Ciascuna farmacia provvederà a consegnare successivamente i farmaci raccolti agli enti assistenziali locali convenzionati con il Banco Farmaceutico. Continua »

Quel che c’è e quel che manca

1 Febbraio 2008

In mezzo allo sfacelo esiste un positivo in attesa di uscire dalla riserva indiana.
Editoriale di Raffaello Vignali su Tempi.

Ricorrono i sessant’anni della Costituzione. In quella Carta sono stati fissati gli sforzi di laici, socialisti e cattolici per dare una strada a una democrazia che nasceva, facendo tesoro delle tradizioni culturali e popolari di un Paese che accettava di fare sacrifici per uscire dalla distruzione della guerra e gettando le basi di un “ben essere” crescente e duraturo. Oggi si celebra quell’anniversario, ma è difficile non domandarsi non cosa ne sia oggi di quella Carta, ma della democrazia in Italia.
I rifiuti che sommergono Napoli, la mortificazione di una università che rinunciando alla ricerca della verità, alla libertà di espressione e al confronto rispettoso delle posizioni nega la sua stessa natura, poteri (dello Stato e non) che si arrogano spazi di intervento che non sono loro. Questi sono solo i fatti dell’ultima settimana, a cui vanno aggiunte le condizioni in cui versa un paese che sembra incapace di un nuovo slancio.
Da dove ripartire, per ritrovare una tensione positiva come quella del 1948, ovvero per un nuovo assetto realmente democratico? Il Compendio della dottrina sociale della Chiesa afferma che «un’autentica democrazia è possibile soltanto in uno stato di diritto e sulla base di una retta concezione della persona umana. Essa esige che si verifichino le condizioni necessarie per la promozione sia delle singole persone mediante l’educazione e la formazione ai veri ideali, sia della soggettività della società mediante la creazione di strutture di partecipazione e di corresponsabilità». In altri termini, una posizione antropologica che, attraverso l’educazione al senso ideale della vita, è capace di assumersi la responsabilità della costruzione di opere. Continua »

Novità per la CDO Ancona!!

27 Gennaio 2008

Benvenuto nel blog della sede CDO di Ancona. Qui vogliamo dare spazio alle idee, suggerimenti critiche di tutti i nostri soci e nello stesso tempo utilizzare questo canale per tenervi aggiornati sulle varie iniziative della sede.